Arte / Quasi nessuno

Quasi Nessuno trasforma la risaia in un paesaggio di presenze fragili. Tra natura, memoria e cambiamento climatico, lo spaventapasseri diventa metafora della condizione umana.

(Matilde Cassani) (2023)
Quasi nessuno

Un territorio sempre meno abitato da corpi e sempre più attraversato da racconti. Chi abita questi luoghi? Quasi nessuno.

Sempre meno abitato da corpi e sempre più attraversato da racconti, questo spazio agricolo conserva tracce di comunità scomparse, voci che sembrano echeggiare dietro le colline, cicli d’acqua che compaiono e scompaiono, il volo degli aironi che misura il tempo.

Per la stagione 2023 l’intervento si estende oltre il confine di un singolo manufatto architettonico per agire direttamente nel paesaggio naturale. La risaia diventa campo d’azione e campo di osservazione: uno spazio aperto, vasto, generoso, ma anche fragile.

Chi abita questi luoghi, oltre alla fauna?

Il miraggio di un uomo nel paesaggio agricolo contemporaneo.

Il progetto riflette sulla progressiva rarefazione della figura umana nel paesaggio agricolo contemporaneo. Una presenza isolata, sempre più intermittente, fragile come le altre specie che condividono lo stesso territorio e subiscono gli effetti del cambiamento climatico, della siccità, dell’alterazione dei cicli naturali.

In questo scenario emerge l’idea del “miraggio di un uomo”: una figura che appare e scompare, che non domina più il paesaggio ma vi si confonde.

La risaia si trasforma così in un universo sospeso, quasi fiabesco. Tra la nebbia e l’acqua affiorano presenze silenziose: una compagnia di spaventapasseri disseminati nello spazio, come comparse di una scena immobile.
Quasi nessuno
Quasi nessuno

Una comunità di spaventapasseri come metafora della presenza fragile.

Il progetto riflette sulla progressiva rarefazione della figura umana nel paesaggio agricolo contemporaneo. Una presenza isolata, sempre più intermittente, fragile come le altre specie che condividono lo stesso territorio e subiscono gli effetti del cambiamento climatico, della siccità, dell’alterazione dei cicli naturali. In questo scenario emerge l’idea del “miraggio di un uomo”: una figura che appare e scompare, che non domina più il paesaggio ma vi si confonde. La risaia si trasforma così in un universo sospeso, quasi fiabesco. Tra la nebbia e l’acqua affiorano presenze silenziose: una compagnia di spaventapasseri disseminati nello spazio, come comparse di una scena immobile.

Un progetto che abbraccia il tempo, osserva le stagioni e interroga la trasformazione.

Attraverso la collaborazione con il fotografo Delfino Sisto Legnani e il dialogo con il territorio, l’intervento prende forma come processo condiviso. Non un oggetto isolato, ma un gesto che si inserisce nel paesaggio e ne amplifica le domande.
Matilde Cassani

Artista / Matilde Cassani

Matilde Cassani lavora al confine tra architettura, allestimento e pratica artistica.

Matilde Cassani è un’artista e designer italiana la cui pratica si colloca al confine tra architettura, allestimento e progettazione di eventi.
Il suo lavoro indaga le implicazioni spaziali del pluralismo culturale nelle città contemporanee.
Attraverso installazioni, ambienti e dispositivi temporanei, esplora il rapporto tra spazio pubblico, ritualità e identità collettive.

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Paola Nicolin

Curatore / Paola Nicolin

Paola Nicolin lavora tra ricerca storico-artistica, pratica curatoriale e progettazione editoriale.

La sua attività si sviluppa tra istituzioni culturali, università e progetti espositivi, con particolare attenzione alle relazioni tra arte contemporanea, educazione e produzione di conoscenza.

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